L’Architettura del Risveglio: I Portali di Stephen Wolinsky
Per generazioni, chi ha cercato la verità ha percorso sentieri già tracciati: meditare sul senso primordiale dell’esistenza, coltivare la coscienza testimone, inseguire l’illuminazione e rincorrere stati di pura estasi o consapevolezza non-duale. Ma cosa succede quando gli stessi strumenti creati per liberarci diventano la nostra ultima gabbia dorata?
Stephen Wolinsky — intrecciando psicologia occidentale, Advaita Vedanta e l’insegnamento diretto di Sri Nisargadatta Maharaj — propone un approccio alla non-dualità estremamente concreto e pragmatico. Piuttosto che introdurre l’ennesima tecnica da padroneggiare, il suo modello scompone in modo sistematico il nostro modo di concepire la realtà ultima, mostra come navighiamo i varchi spirituali e svela con quale facilità cadiamo nella trappola di sottili costrutti mentali.
Comprendere i “Portali”
La nostra mente è profondamente condizionata da abitudini e convinzioni radicate; per questo non può cogliere in modo diretto la realtà pura e incondizionata. Nella visione di Wolinsky, un portale (o indicatore) è semplicemente un mezzo — un concetto, un fenomeno esoterico o una pratica meditativa — progettato per distogliere l’attenzione dall’ego e orientarla verso un campo di presenza più vasto.
Pratiche come l’auto-indagine (“Chi sono io?”) o il semplice dimorare nella presenza fondamentale sono passaggi cruciali. Spostano il centro di gravità dal corpo fisico e dalla narrazione dei pensieri, ancorando l’identità nella pura e semplice consapevolezza. Rientra tra questi portali qualsiasi esercizio che risvegli la quieta sensazione del “semplice essere”, prima ancora che la mente vi sovrapponga storie personali, ruoli o ansie.
Decostruire i Sei Portali verso l’Assoluto
In perfetto stile Advaita, Wolinsky scompone ogni portale ricordandoci un principio fondamentale: scambiare uno stato impermanente per la verità ultima crea una trappola spirituale. Per realizzare l’Assoluto — ciò che preesiste a coscienza, spazio, tempo e forma — è necessario smantellare e vedere attraverso ciascuno di questi passaggi.
1. Il Portale del Suono
Durante la pratica si incontrano spesso suoni interiori sottili (nada), riverberi o frequenze sacre come l’Om. Tuttavia, il suono richiede per sua natura un osservatore che lo percepisca e un mezzo attraverso cui propagarsi. Essendo un fenomeno che sorge e svanisce nella consapevolezza, il suono è solo un effetto, non la sorgente ultima.
2. Il Portale della Luce
L’esperienza di visioni luminose, luce bianca o chiarori interiori è comune nella meditazione profonda. Ciononostante, la luce rimane un oggetto di percezione: affinché sia riconosciuta, deve esserci un Conoscitore che la precede. La luce è una manifestazione dell’energia sottile, non l’Assoluto.
3. Il Portale dell’Energia e della Vibrazione
I flussi energetici nel corpo, i risvegli della Kundalini e le vibrazioni sottili sono in continuo movimento. L’Assoluto, al contrario, è immobile, immutabile e precedente a qualsiasi dinamica. Energia e vibrazione sono soltanto apparizioni passeggere dentro la coscienza.
4. Il Portale del Vuoto o della Vacuità
Sperimentare uno spazio sconfinato, un vuoto buio o una profonda quiete priva di forme può sembrare il traguardo finale. Eppure, anche il vuoto è una condizione osservata. Se puoi raccontare che “non c’era nulla”, significa che la tua presenza era lì a testimoniare quel nulla. L’Assoluto precede lo spazio e la vacuità
5. Il Portale della Coscienza e della Consapevolezza
Riposare nello stato di testimone o nell’unità cosmica offre un senso di grande espansione, ma la coscienza stessa va e viene — svanisce nel sonno profondo o sotto anestesia. Il senso di presenza o l’“Io Sono” è un’apparizione, mentre l’Assoluto precede la coscienza stessa.
6. Il Portale dell’Essere (“Io Sono”)
La sensazione pura dell’esistenza (Sat-Chit-Ananda) è il principale trampolino di lancio verso l’Assoluto. Tuttavia, anche il primordiale sentire “Io Sono” è la prima proiezione del manifestato — un’apparizione che, in ultima analisi, dipende dall’Assoluto per esistere.
Condizionamento Individuale e Percorso Personale
I portali variano da persona a persona perché ogni mente possiede una struttura psicologica e un condizionamento unici. La spiritualità cade spesso nell’errore di proporre formule rigide e valide per tutti, ignorando che ciò che quieta una mente può non funzionare affatto per un’altra:
- Menti Analitiche: Trovano varchi più efficaci nella fisica quantistica, nell’auto-indagine e nell’analisi diretta.
- Menti Devozionali: Si aprono più naturalmente attraverso il canto (Bhakti), la luce, il suono o il flusso energetico..
Rifacendosi all’insegnamento di Nisargadatta Maharaj — “Dimentica gli insegnamenti, dimentica il guru e rimani semplicemente nella coscienza” — Wolinsky invita a dimorare direttamente nella pura sensazione dell’“Io Sono”, senza aggrapparsi a ricordi o dogmi. Solo così il proprio percorso, unico e organico, può emergere spontaneamente.
La Trappola Nascosta e la Fine della Ricerca
Wolinsky mette in guardia: tutti i portali sono stati temporanei della mente. Affezionarsi a un portale specifico trasforma un passaggio in un rifugio confortevole, diventando una trappola sottile. L’Assoluto non è uno stato, un varco o un’esperienza, né può essere conosciuto come un oggetto, poiché è l’Inconoscibile fondamentale che precede la percezione stessa.
Gli strumenti spirituali finiscono spesso per irrigidirsi in nuovi strati di condizionamento. Quando confondiamo la mappa con il territorio, finiamo per costruire un raffinato “ego spirituale” che si vanta di essere un praticante non-duale. Finché si mantiene l’identità del ricercatore che applica un metodo per raggiungere una meta futura, si continua ad alimentare il sé separato.
La vera liberazione avviene solo quando l’intero concetto di “viaggio” crolla, lasciando spazio a un sereno adagiarsi nel semplice non-sapere. La conclusione di Stephen Wolinsky è radicale nella sua semplicità: la ricerca stessa è l’ultima distrazione.
Il vero risveglio comincia solo quando si smantella del tutto l’architettura del cercare.
Continua il tuo percorso oltre la teoria
Comprendere la non-dualità a livello intellettuale è solo il primo passo; la vera integrazione avviene quando si superano i concetti per entrare nell’esperienza diretta. Che tu voglia liberarti da condizionamenti limitanti, radicare la tua consapevolezza o esplorare il lavoro con l’energia sottile, metto a disposizione diversi spazi per accompagnarti lungo il cammino:
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