Il Trattamento Reiki Secondo la Psicologia Quantistica
Per comprendere come si svolge un trattamento Reiki nella prospettiva della Psicologia Quantistica, occorre ribaltare la visione classica del Reiki. La Psicologia Quantistica applica al lavoro energetico i principi del non-dualismo e della fisica quantistica. Secondo questa prospettiva, un trattamento cessa di essere la canalizzazione di “un’energia esterna per curare un corpo malato” e diventa uno strumento di decostruzione delle illusioni.
Ecco come si sviluppa e si struttura una sessione energetica letta attraverso la lente della Psicologia Quantistica:
1. Il cambio di paradigma: da “Guaritore e Paziente” al “Campo Unico”
Nel Reiki tradizionale c’è un operatore (soggetto), un ricevente (oggetto) e un’energia che scorre. Secondo la Psicologia Quantistica, questa tripartizione appartiene alla mente condizionata.
- Tutto è fatto della stessa sostanza: Esiste un’unica energia/coscienza indistinta.
- La sessione: Non si tratta di “inviare energia”, ma di riconoscere che l’operatore, il ricevente e l’energia stessa sono già la medesima cosa manifestata in forme diverse.
2. Le tre fasi del trattamento nell’ottica della Psicologia Quantistica
- Fase 1: Smontare la “Trance della Malattia”
Le persone arrivano a una sessione identificate con un sintomo, un trauma o un blocco energetico. Secondo la Psicologia Quantistica questi vengono definiti stati ipnotici o “trance”. Quando l’operatore impone le mani, l’obiettivo primario non è “togliere il dolore”, ma far osservare al ricevente la sensazione fisica pura (il calore, la pressione, la tensione) senza l’etichetta mentale (“questo è il mio dolore”, “questo è un blocco”). Si guida il ricevente a destrutturare il sintomo: trasformandolo da un’entità solida a un semplice insieme di vibrazioni transitorie.
- Fase 2: Il “Portale” dell’Energia e della Vibrazione
Mentre l’energia del Reiki fluisce, l’approccio della Psicologia Quantistica introduce un passaggio cruciale:
- Non fermarsi all’esperienza energetica: In molte discipline spirituali ci si entusiasma per i flussi energetici, le sensazioni sul corpo, i colori o le visioni. La Psicologia Quantistica avverte che la vibrazione e l’energia sono ancora fenomeni temporanei.
- Chi sta osservando l’energia? Durante il contatto fisico, l’operatore invita il ricevente a spostare l’attenzione dalla sensazione dell’energia al Testimone o alla semplice presenza (Io Sono) che percepisce quell’energia.
- Fase 3: Dissoluzione del Falso Sé e Ritorno al Vuoto
Mentre il corpo si rilassa profondamente, emergono spesso memorie o schemi emotivi reattivi (ciò che la Psicologia Quantistica definisce il Falso Nucleo). L’operatore Reiki non tenta di analizzare psicologicamente il contenuto della memoria. Attraverso la presenza dell’operatore e il contatto energetico, il ricevente viene incoraggiato a crollare al di sotto della narrazione mentale, lasciando che la sensazione si riassorba nello spazio di pura consapevolezza o “Vuoto” (Void).
3. Differenze chiave rispetto al Reiki Tradizionale
| Aspetto | Reiki Tradizionale | Prospettiva della Psicologia Quantistica |
| Obiettivo | Riordinare i chakra, riequilibrare i flussi energetici, guarire. | Decostruire l’illusione della separazione ed evidenziare la natura della consapevolezza. |
| Ruolo dell’Operatore | Canale trasparente per l’Energia Universale. | Presenza integrata che non rinforza l’idea che il ricevente sia “mancante” o “da riparare”. |
| Sintomi/Blocchi | Energie stagnanti da liberare o purificare. | Forme di “trance” e reazioni difensive che vanno de-condizionate e osservate per ciò che sono. |
| L’Esperienza Energetica | L’apice del trattamento. | Un semplice “portale” da attraversare per andare oltre, verso la Non-Dualità. |
In sintesi, nella visione della Psicologia Quantistica un trattamento Reiki non serve a rendere il sé egoico “migliore” o “più sano”, ma a scoprire chi si è al di là del sé strutturato, usando la percezione tattile ed energetica come punto di partenza per dissolvere le identificazioni mentali.
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